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LEGGIMI PERCHÉ..
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Al tuo bambino piace stare in braccio e ascoltare la tua voce

Nei primi mesi di vita il neonato ha bisogno di avere vicino un adulto che impara a conoscere i suoi segnali, mentre dai tre mesi compare il sorriso intenzionale, lo sguardo e le espressioni diventano più comunicative.


Brazelton, un pediatra che ha condotto studi importanti sulle prime interazioni umane, ha osservato che i neonati seguono il suono della voce e rispondono con segni inequivocabili attraverso espressioni facciali e occhi che si illuminano. Rivolgersi al bambino piccolo con ninne nanne e filastrocche, sia cantate che parlate, comunica qualcosa di importante: sono qui, ti sostengo, puoi contare su di me. Per questo anche nei primi libri le figure dei volti sono molto amate e l’adulto, nominando le varie parti del volto, aiuta il bambino a riconoscerle e, nello stesso tempo, rende la comunicazione piacevole e divertente.


Fino ai diciotto mesi i libri preferiti riguardano l’esperienza del bambino. Il piacere di toccarli autonomamente, in braccio all’adulto che sostiene questa esplorazione con la sua voce, facilita il riconoscimento di elementi conosciuti e il bambino inizia ad identificarsi con i soggetti dei libri. Le figure preferite riguardano i gesti e l’ambiente familiari, piccoli animali. Dopo i tre anni il bambino può iniziare a comprendere storie più complesse.


Nello stare insieme vicini in un abbraccio per condividere prime letture e immagini nasce l’amore per la lettura. Il bambino che inizia a trascinare i libri in giro per la casa, leggendo alle bambole o al gatto, inventando lui stesso storie a suo piacimento ha già introiettato un piacere che sa trasferire ad altri.

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