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Codice Etico

Nati per Leggere è il programma di promozione della lettura ai bambini in età prescolare promosso a livello nazionale dalle associazioni professionali di bibliotecari e pediatri (l'Associazione Italiana Biblioteche e l'Associazione Culturale Pediatri) e sostenuto dal Centro per la salute del bambino.


A partire dal 1999 il programma si è diffuso in tutto il paese coinvolgendo oltre 1500 soggetti tra biblioteche, pediatri, scuole e nidi d'infanzia, aziende ospedaliere e associazioni culturali.



Il programma comprende una rigorosa valutazione (sono già disponibili i primi dati) ed è gemellato con analoghe iniziative in altri paesi, che analogamente vivono di contributi pubblici e privati ma esenti da possibili conflitti di interessi.


Questo è Nati per leggere, un programma di sensibilizzazione dell'opinione pubblica a favore dei bambini e delle bambine, del loro diritto ad essere protetti non solo dalla malattia ma anche dalla mancanza di adeguate occasioni di sviluppo affettivo e cognitivo, e a promozione di uno strumento di sviluppo umano quale la literacy.


Fin dall'inizio il programma si è caratterizzato per la sua forte autonomia da qualsiasi legame con soggetti commerciali che potessero influenzarne priorità e scelte o condizionarne l'immagine e quindi l'accettazione da parte del pubblico.


In particolar modo non sono stati accettati i contributi di aziende del settore farmaceutico specie se non occasionali, o su base locale e da parte di aziende caratterizzate da politiche di marketing questionabili, cosi come dei grandi gruppi editoriali, per mantenere ed esercitare la massima autonomia professionale del programma, peraltro caratterizzato da grande pluralismo di soggetti e di modalità di intervento.


Il programma si qualifica come una delle buone pratiche per la promozione della salute del bambino e per questo motivo è stato inserito tra le sette azioni della campagna GenitoriPiù. GenitoriPiù tra le altre azioni promuove e sostiene attivamente l'allattamento al seno. Per questo motivo, raccomandiamo ai promotori locali del progetto di evitare l'uso di immagini di biberon e tettarelle per caratterizzare e pubblicizzare le iniziative ad esso collegate, così come ci sentiamo di scoraggiare la segnalazione di libri che utilizzano il biberon per rappresentare la nutrizione del lattante.

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