COME ASSICURARE A TUTTE LE BAMBINE E A TUTTI I BAMBINI LA MIGLIORE PARTENZA POSSIBILE NELLA VITA

COME ASSICURARE A TUTTE LE BAMBINE E A TUTTI I BAMBINI LA MIGLIORE PARTENZA POSSIBILE NELLA VITA

Martedì 23 ottobre, nella Sala Nilde Iotti della Camera dei Deputati, in collaborazione con Save the Children Italia, abbiamo presentato la versione italiana di Nurturing Care Framework (scaricabile qui), un documento che sollecita Governi e istituzioni a investire nelle politiche a sostegno dello sviluppo precoce, per contrastare la povertà e le disuguaglianze e assicurare così a tutte le bambine e a tutti i bambini la migliore partenza possibile nella vita.

In Italia le disuguaglianze sono più che evidenti: accanto alla povertà materiale, che si è estesta ancora di più negli ultimi decenni, le criticità legate all’infanzia e al sostegno alle famiglie riguardano soprattutto la povertà educativa, la mancanza di occasioni di sviluppo, l’esclusione sociale e problemi di neurosviluppo e salute mentale. Nel nostro Paese infatti,  1 milione e trecentomila bambini e ragazzi – il 12,5% del totale, più di 1 su 10 – vivono in povertà assoluta.

Il Nurturing Care Framework vuole essere una cornice entro la quale muoversi e verso la quale tendere sia per ri-tracciare la rotta del futuro delle bambine e dei bambini e combattere la povertà educativa sia per potenziare i servizi già esistenti e sollecitare una collaborazione di aree e servizi.  E per farlo c’è bisogno di un forte impegno politico, sostenuto da Governi determinati nel ridurre le disuguaglianze e l’ingiustizia sociale. Esattamente quello che abbiamo chiesto ai politici e alle istituzioni presenti in sala.

SE CAMBIAMO L’INIZIO DELLA STORIA CAMBIAMO TUTTA LA STORIA

“Per nurturing care intendiamo quell’insieme di condizioni che assicurano alle bambine e ai bambini salute, nutrizione, protezione, cure responsive e opportunità di apprendimento precoce e che gli consentano quindi di raggiungere il potenziale ottimale ” ha spiegato Chiara Servili dell’OMS.  “Sappiamo infatti che il periodo che va dal concepimento ai primi tre anni di vita è significativo per lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso centrale poiché le capacità di assorbire informazioni  e stabilire connessioni è massima e ha effetti che durano per tutto il corso della vita. Il sistema nervoso centrale però non è solo predefinito dal nostro patrimonio genetico ma è anche il riflesso dell’ambiente che lo circonda, impara e registra quello che lo stimola in maniera positiva o negativa”.

Siamo fatti di geni ma anche di esperienze e sono proprio queste esperienze a trasformarsi in nutrimento per il cervello delle bambine e dei bambini. Non valorizzare il potenziale, non offrire opportunità di sviluppo significa iniziare a segnare  una disuguaglianza.  Se è vero che proprio in questi primi anni si tracciano le disuguaglianze è altrettanto vero che possiamo fare prevenzione e ridurle, poiché consociamo di cosa hanno bisogno le bambine e i bambini per raggiungere il loro potenziale ottimale e che cosa rafforza le capacità delle famiglie e dei caregiver per supportare lo sviluppo infantile precoce.

“ Il concetto di protezione del bambino è quindi molto ampio e alla base c’è la necessità di prevedere supporti adeguati che non siano servizi nuovi ma un potenziamento di quelli esistenti, un coordinamento degli attori già presenti e impegnati sul territorio” conclude la rappresentate dell’OMS.

UNA VISIONE OLISTICA DELLE POLITICHE PER LO SVILUPPO PRECOCE

Ed è proprio su questa visione circolare e olistica che ha riflettuto l’Onorevole De Filippo:  “Nell’immaginario comune bambini e anziani sono quei soggetti  a bassa contrattualità sociale, facilmente emarginabili e con grande difficoltà nell’affermare i propri diritti. Ma il benessere delle bambine e dei bambini ha una ricaduta straordinaria su quello della società intera, nel presente e nel futuro. Il tema del welfare è diventato molto importante nella discussione politica dei nostri tempi e la visione circolare, olistica, proposta nel documento è un chiaro e importante esempio di quanto non si possa più prescindere dall’intergrazione e dalla collaborazione di aree e servizi”.

Promuovere uno sviluppo precoce infatti, non è compito di un solo settore, di un solo organismo, pubblico o privato che sia. Deve essere sentito e percepito come compito condiviso, come obiettivo comune a cui tendere e in cui impegnarsi, ognuno con le proprie potenzialità e competenze, per costruire un progetto per tutti e di tutti: chi si occupa di infanzia e di famiglia è un tramite per la trasformazione del potenziale umano delle bambine e dei bambini e come tale deve garantire le opportunità che alimentano questa trasformazione.

Il Nurturing Care Framework  propone  cinque azioni strategiche, un’insieme di buone pratiche che si sono dimostrate efficaci nel migliorare lo sviluppo infantile precoce, in tutti i Paesi, a prescindere dal reddito.

“Ci avete provocato con queste azioni strategiche, ci state davvero spronando verso quel motto – se non fai nulla, fai qualcosa. Se stai facendo un po’, fai di più. Se stai facendo molto, fai meglio” commenta l’Onorevole Giorgio Trizzino.

LA SITUAZIONE IN ITALIA

In Italia la fotografia delle cinque aree della Nurturing Care è ricca di contraddizioni e di progetti virtuosi. “Per quanto riguarda la salute, ci sono significative disparità regionali nei tassi di mortalità, disomogenei servizi per le disabilità e la rete consultori, che dovrebbero essere un perno, è sofferente” approfondisce Giorgio Tamburlini, presidente del Centro per la Salute del Bambino, ente responsabile della traduzione italiana del documento. “Per quanto riguarda la nutrizione la situazione è ai due poli opposti: l’Italia è ai vertici per obesità e sovrappeso e di contropartita quasi 1 bambino  su 10 non ha accesso ai nutrimenti minimi. Le iniziative e i progetti di genitorialità responsiva sono diffusi a macchia di leopardo: ci sono proposte eccellenti e non adeguatamente supportate come i Fiocchi in Ospedale di Save the Children,  le iniziative promosse da Nati per Leggere e Nati per la Musica. Questo ci porta quindi anche ad avere delle aree in cui i servizi sociali sono disomogenei e all’aumento dei bambini in condizioni di povertà” continua Tamburlini. “Il centro del documento è l’educazione precoce, che è uno degli strumenti che abbiamo per cambiare le traiettorie di vita di tutte le bambine e di tutti i bambini, già dalle primissime epoche della vita”.

Chiude la mattina l’Onorevole Paolo Siani: “Quindi, cosa possiamo fare? La mia proposta è di incontrarci di nuovo per pianificare una strategia e creare un flusso di condivisione e collaborazione. Io sono pronto e disponibile, non farlo è colpevole e rende il mio impegno in questo Palazzo inutile”.